lunedì 22 agosto 2011

Impara il Viareggino dalle canzoni

Impara il viareggino - lezione 1:
Egisto Malfatti, "Viareggio west", c.a. 1970

Fatta di legno asciutto dal ’48 al ’93,
c’era a Viareggio tutto lo stesso aspetto che aveva il west,
c’era un salone matto gremito e fitto fino alle tre,
micci e cavalli al trotto, le mosche a pietto come nel west!
Nel periodo 1848 al 1893 le case costruite in legno della città di Viareggio la facevano assomigliare ad un villaggio del selvaggio west.
C’era un unico locale pubblico molto movimentato e sempre pieno fino a tarda ora, asini e cavalli viaggiavano al trotto per la città, e dietro a loro moltissime mosche come nel selvaggio west.

Fornelli a carbonella, la pasta frolla, la panzanè,
il sugo dell’anguilla, farina gialla la mesti te,
i crampi alle budella, Marianna bella, devi sapè,
‘un’erin salmonella, ma cacarella come nel west…

I fornelli erano a carbone, i piatti tipici erano la pasta frolla, il pane ammollato, il sugo fatto con le anguille, si mescolava la farina gialla per fare la polenta.
In questo contesto alimentare i crampi intestinali, per diamine, non erano dovuti ad un infezioni di salmonella ma solo a forme leggere di indisposizione con coliche.

Ritornello:
Yuppe di vì, yuppe di là,
sai cosa faccio, allungo un braccio
e prendo al laccio un’altra età…
Yuppe di vì, yuppe di là,
monto a cavallo e tiro in ballo la mia città.

Ritornello:
Yuppie! Da questa parte, Yuppie! Dall’altra parte,
come se fosse un lazo, con questa canzone ricordo un'altra epoca della mia città, e rido dei sui difetti e pregi



Il ceneraccio, il neccio, la menta, il ciuccio per il bebè,
il ricciolo a capriccio, la grosta, il moccio, l’aringa in tre,
il piede sul baroccio, si va allo spaccio di Caccarè,
quel vecchio seccariccio col culo diaccio come nel west.

La cenere usata per fare il bucato, la Torta di castagne, i lecca-lecca alla menta, la tettarella in gomma per il poppante, i capelli con il ricciolo alla moda, la crosta di rimarginazione delle ferite, il muco nasale, l’aringa divisa in tre porzioni, il carro trainato dagli animali per andare al negozio del vecchio Caccarè, magro e ormai alla fine dei sui giorni, tutto come nel selvaggio west.



Del medico Stringari, di velli veri, si dice che
per tutti i su’ piaceri facesse pari con un caffè…
Fistole e raffreddori, malanni vari, ma che cascè!
anche ne’ mali seri solo i cristeri come nel west.

Si dice del medico Stringari che fosse bravo e che richiedesse come unico compenso un caffè. Per qualunque malanno, piaghe o raffreddore, anche per le malattie più gravi prescriveva solo clisteri come nel selvaggio west.


Ritornello: Yuppe di vì, yuppe di là ecc…

Ritornello

Dopo le febbri gialle prese alla Antille, Meo di Garè
campava sulle spalle di zi’ Mandolle, di zi’ Terè,
avvolto in uno scialle stava in panciolle fori a sedè,
grattandosi la pelle sotto le palle come nel west!

Dopo aver preso la malaria nei suoi viaggi alle antille, Meo di Garè viveva completamente a carico dei suoi zii Mandolle e Teresa, stava in giardino seduto e avvolto in uno scialle senza fare niente, (grattandosi l’inguine per ingannare il tempo) come nel selvaggio west.



C’era un budello solo, la dava a calo sul canapè
che per un atto impuro chiedeva l’oro come nel west,
In città c'era una sola prostituta che vendeva il suo corpo a consumo sul suo vecchio giaciglio e per ogni prestazione chiedeva in cambio oro come nel selvaggio west.

Nestore il barcaiolo che amava il pelo così com’è,
ci rimediò lo scolo, guarì da solo, come nel west.


Il barcaiolo Nestore non aveva pudori e non usava proteggersi negli atti sessuali, con il suo comportamento a rischio rimediò una malattia venerea, ne guarì senza ricorrere ai medici, curandosi da solo, come nel selvaggio west
Ritornello: Yuppe di vì, yuppe di là, ecc…Ritornello

Tornavano di sera dalla brughiera come nel west
i tori di Beghera, la vacca nera di Patanè,
la diligenza chiara con sonagliere, è passata l’è
Viareggio empito s’era di ciotte in tera come nel west.
Di sera tornavano dal pascolo come nel selvaggio west i tori e la vacca nera degli allevatori Beghera e Patanè. Era attivo un servizio di diligenza che annunciava il proprio passaggio con il suono di sonagli. Le strade della città erano sterrate e ricoperte di escrementi di animali come nel selvaggio west.

In capo la bombetta, la vita stretta sotto il gilè,
le scarpe di vacchetta, la camicetta come nel west,
la giga, la gavotta ballata in fretta sopra il palchè
ed un fottio di potta, magari ritta come nel west.

Si portava il cappello a bombetta, il bustino per rendere la vita stretta sotto il gilet, le scarpe in cuoio di vacchetta, la camicia, tutto come nel selvaggio west,
Si ballava sui palchi di legno balli di gruppo come la Gavotta o la Giga con due dame, c’erano molte donne che giravano tra i giovanotti spesso non più illibate.


Ritornello: Yuppe di vì, yuppe di là ecc…

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